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EDUCATIONAL: Ignoranza permanente.

13 milioni di italiani adulti con un’istruzione bassa o obsoleta. Lo dice l’INAPP



Un’analisi spietata dell’INAPP, (l’ente pubblico di ricerca, che svolge analisi, monitoraggio e valutazione delle politiche del lavoro e dei servizi per il lavoro, delle politiche dell’istruzione e della formazione, delle politiche sociali e di tutte quelle politiche pubbliche che hanno effetti sul mercato del lavoro) mette in rilievo dati sorprendenti sullo stato di istruzione degli italiani tra i 25 ai 64 anni. Un quadro desolante che vede un esercito di 13 milioni di persone con un’istruzione insufficiente o obsoleta che pone sul piatto la necessità impellente di una riqualificazione della formazione, soprattutto di chi è attivo nel mondo del lavoro.


Solo il 24% degli adulti partecipa a corsi di istruzione e formazione e questo la dice lunga sull’urgenza per il nostro Paese di investire decisamente con risorse del Recovery Plan sulla formazione permanente.


La bassa istruzione riguarda adulti che non hanno completato il ciclo di studi e si sono fermati a un diploma di terza media. Persone/lavoratori che non hanno le competenze sufficienti per essere all’altezza dei cambiamenti tecnologici in atto nel mondo del lavoro o addirittura laureati con scarsissima competenza digitale, di alfabetizzazione e di calcolo.


In Italia ci si forma in pochi. Solo il 24% rispetto al dato europeo più confortante che registra un 52% di adulti occupati in formazione permanente perché aspirano a miglioramenti di carriera.

Seguire corsi formativi e d’istruzione anche fuori dal proprio ambito lavorativo (italiano, arte, lingue straniere, informatica, storia e filosofia, economia e educazione finanziaria etc..) per l’arricchimento delle competenze e della cultura personale, restituirebbe ai nostri adulti occupati o in cerca di lavoro un bagaglio importante per presentarsi ai colloqui di lavoro o affrontare concorsi e/o test per l’avanzamento di carriera.


Uscire dall’emergenza formativa è fondamentale. Sono moltissimi, ad esempio, le persone in cerca di lavoro che non sono in grado di compilare efficacemente il proprio Curriculum Vitae perché non riescono a mettere in evidenza in modo corretto la propria esperienza.


Reagire e reinventarsi diventa quindi imprescindibile e investire su sé stessi e sulla propria formazione è sinonimo di intelligenza. Acquisire tutte le competenze di base (umanistiche, scientifiche e tecniche) diventa condizione senza la quale ognuno di noi sommerà un enorme divario con le competenze della “concorrenza” europea (gli altri lavoratori).


E se il Piano nazionale di ripresa e resilienza Next Generation assegna un ruolo essenziale all’apprendimento continuo, è basilare che ogni adulto, in attività lavorativa ma anche non, inizi da adesso a formarsi e sviluppare le proprie competenze. Di contro è importante che il Governo impegni quante più risorse possibile del Recovery Fund per l’istruzione di bambini, giovani, adulti e anziani.


Giovanna Billeci

A.U. Polimnia-Giornalista-Direttrice College 2.0



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