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EDUCATIONAL: Variazioni in musica. Fred Neil



Fred Neil - Other Side Of This Life - 1971

Cominciamo la nostra rubrica con un artista americano, conosciuto in Italia solo dagli appassionati e dagli addetti ai lavori, che ha tutt'ora una grande influenza diretta od indiretta su chiunque prenda in mano una chitarra acustica per scriverci canzoni.


Fred Neil è una figura cruciale che ha portato il folk ed il country a mescolarsi con il blues ed il rock and roll, fino ad arrivare alla psichedelia, con una traiettoria personale ed originale: padre di molti artisti ed erede di nessuno.


Fred Neil, figlio di un rappresentante della Wurlitzer, casa costruttrice di strumenti musicali e jukeboxes, nacque a San Petersburg, Florida, il 1 gennaio 1937 (per alcuni invece a Cleveland, Ohio, il 16 marzo 1936) e morì a Summerland Key, Florida, il 7 luglio 2001.


Rappresenta una figura affascinante perché la sua indole refrattaria al successo, al “big money” ed al cinismo dell'industria discografica, lo portò a registrare pochi album, a smettere di tenere concerti già alla fine degli anni '60 e ad isolarsi in Florida, dove visse dagli anni '70 fino alla fine, occupandosi di una Fondazione a difesa dei suoi amati delfini, cui dedicò una delle sue canzoni più famose (Dolphins, 1966).


Fred Neil cominciò a Nashville, Tennessee, a metà degli anni '50, suonando e scrivendo canzoni per Buddy Holly (per lui scrisse Come back baby) e per Roy Orbison (Candy Man), dal 1957 al 1963 pubblicò una manciata di oscuri 45 giri con etichette diverse (Look, ABC-Paramount, Epic, Brunswick, Capitol), giungendo a New York, dove prestò la sua opera di autore per quella creatura mostruosa ed affascinante del music business che fu il mitico Brill Building (che merita una storia a parte). A New York, nel Greenwich Village, Fred Neil si cimentò come performer e si impose sulla scena folk, con la sua chitarra 12 corde e la voce profonda, facendo base al “Cafè Wha?”. Fu lui a procurare a Bob Dylan, appena arrivato nella Grande Mela dal Minnesota, un primo ingaggio, facendolo salire sul palco per accompagnarlo con l'armonica a bocca. Dal 1964 al 1967 Fred Neil pubblicò tre album: “Tear down the Wall” (insieme a Vince Martin, 1964), “Bleeker & MacDougal” (1965) e “Fred Neil” (1967), che seppure usciti con due tra le etichette discografiche più importanti dell'epoca (la Elektra e la Capitol) non ebbero successo commerciale, ma ottennero l'ammirazione di molti suoi colleghi: tra questi Tim Hardin, i Jefferson Airplane (Neil frequentò la loro comune al n. 2400 di Fulton Street a San Francisco ed il gruppo gli dedicò perfino una canzone, “The Ballad of you and me and Pooneil” oltre che ad inserire nei loro concerti una sua canzone, “The dark side of this life”), Tim Buckley, David Crosby (The Byrds), John Sebastian (The Lovin' Spoonful), Stephen Stills (Buffalo Springfield), Frank Cipollina (Quicksilver Messanger Service), Joni Mitchell e molti altri.


Ascolta Other Side Of This Life - Fred Neil


Matteo Mazzi


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