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Pillole di Storia: LA RESISTENZA ITALIANA

RESISTENZA ITALIANA - ANTEFATTI Origina dall’Antifascismo, movimento nato durante il Ventennio. Affonda le sue radici nel “Biennio Rosso” e nelle forme di opposizione allo squadrismo fascista e al regime mussoliniano. Momenti importanti di presa coscienza del movimento furono l’omicidio Matteotti (1924) e la Guerra Civile Spagnola (1936-39): gli Antifascisti iniziarono ad organizzarsi in Italia e all’estero (esuli), la formazione delle Brigate Internazionali in appoggio alla Repubblica Spagnola fu il primo esempio di organizzazione antifascista, dato che il gruppo di Italiani combattenti era il quarto per grandezza (circa 4500). I creatori dei battaglioni italiani delle Brigate Internazionali furono gli stessi che crearono le Brigate partigiane della resistenza italiana.

Alcuni personaggi di spicco: Emilio Lussu - Carlo Rosselli -Luigi Longo

Con lo scoppio della Secondo Guerra Mondiale, l’Italia si ritrovò al fianco della Germania Nazista e l’Impero Giapponese. Dopo un inizio positivo, le potenze dell’Asse iniziarono ad indietreggiare in Europa a partire dal 1941. La situazione precipitò in Italia, a seguito delle sconfitte in Africa e Russia e del grande sciopero del 5 marzo 1943 nelle fabbriche di tutto il nord. Mussolini fu destituito in Luglio, al suo posto il Re nominò il generale Bodoglio. Hitler inviò 18 divisioni tedesche ad occupare l’Italia. Il crollo del regime fascista portò il neo-governo italiano ad avere colloqui con gli Alleati, che ormai avevano conquistato la Sicilia e bombardato Roma. L’8 settembre 1943 l’Italia firmò un armistizio con gli Alleati, che quasi in contemporanea sbarcarono a Salerno.


DOPO L’8 SETTEMBRE Il giorno dopo, il 9 settembre 1943, a Roma viene formato il CLN – Comitato di Liberazione Nazionale, di cui erano parte partiti e formazioni politiche antifasciste: si suddivise in CLNAI (Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia, con sede nella Milano occupata) e CCLN (Comitato Centrale di Liberazione Nazionale con sede a Roma). Ogni partito si impegnava ad organizzare le proprie brigate partigiane.

Partiti Aderenti al CLN e relative brigate:

  • PCI –Partito Comunista Italiano Brigate Garibaldi

  • DC – Democrazia Cristiana  Brigate del Popolo

  • PSIUP – Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria  Brigate Matteotti

  • PdA – Patito d’Azione  Brigate Giustizia e Libertà

  • PLI – Partito Liberale Italiano  Brigate Mazzini

  • DL – Partito Democratico del Lavoro  nessuna specifica

In aggiunta a queste vi erano e Brigate Autonome, non rappresentate nel CLN, i cui componenti erano conosciuti come “Badogliani”. Anarchici e altre formazioni di sinistra si raggrupparono in formazioni al di fuori del CLN, anche se spesso coordinavano con loro le azioni sul campo. Si disposero inizialmente nelle valli montane, dove era più facile nascondersi, per operare azioni di disturbo nei confronti dell’esercito tedesco e delle Brigate Nere, formazioni repressive della Repubblica Sociale Italiana (Repubblica di Salò), stato fantoccio fascista. La crescita numerica delle bande partigiane era dovuta anche ai bandi di arruolamento forzato della RSI, che spinsero molti giovani a rifugiarsi sui monti per sfuggirne. Le Brigate Garibaldi costituirono anche dei delle squadre, ovvero SAP e GAP:

  • SAP: Squadre di Azione Patriottica, di circa 20 uomini, affiancavano le Brigate nelle operazioni di sabotaggio, propagandavano clandestinamente la lotta per aumentarne l’appoggio popolare;

  • GAP: Gruppi di Azione Patriottica, normalmente di 5 uomini, operavano nelle città, svolgendo attività di intelligence e progettando attentati. Composte unicamente da membri del partito.

I partigiani furono protagonisti di vere insurrezioni a Sud (Napoli) e soffrirono repressioni e rappresaglie da parte di nazisti e fascisti, tuttavia riuscirono a raggruppare decine di migliaia di uomini e a impostare vere e proprie offensive a partire dall’estate del 1944. Le attività dei gappisti (membri dei GAP) nelle città e i sabotaggi delle linee di rifornimento nemiche furono di grande aiuto agli alleati nella liberazione del centro Italia. Nel Nord, in autunno, si impegnarono a liberare per alcune settimane intere valli, rinominate “zone libere” o “Repubbliche Partigiane”. L’inverno 1944 portò gravi perdite alle Brigate partigiane, a causa della repressione nazi-fascista. Iniziarono le operazioni di “pianurizzazione” della Resistenza, ovvero spostare i combattimenti dai monti alla pianura. A inizio 1945 la lotta riprese vigore, le operazioni anti-partigiane fasciste vennero nella maggior parte respinte e i sabotaggi alle linee di rifornimento e comunicazione divennero sempre più frequenti.

INSURREZONE GENERALE Nella primavera del 1945 le formazioni fasciste dimostravano morale basso e segni di cedimento strutturale. Le formazioni partigiane erano invece in crescita, sferrarono numerosi ed audaci attacchi in concomitanza con l’avanzata degli Alleati da Sud. Ad Aprile le linee tedesche cedevano e i Partigiani iniziarono le insurrezioni attorno alla metà del mese. Il 19 Aprile, su ordine del CLNAI tutti i gruppi combattenti scesero dalle montagne per dirigersi verso le grandi città di pianura. Il 21 fu liberata Bologna. Il 25 Aprile fu ordinata “l’insurrezione generale”, con cui i Partigiani liberarono le città del Norditalia prima dell’arrivo degli alleati.

In questi giorni i Partigiani stessi riuscirono a catturare un Mussolini in fuga nel Comasco, vicino ai confini svizzeri. Fu dato l’ordine di esecuzione il 28 Aprile. In seguito, i cadaveri del “duce”, di alcuni suoi gerarchi e della sua amante Claretta Petacci furono esposti a Piazzale Loreto a Milano, nel medesimo luogo in cui l’anno prima erano stati esposti i cadaveri di alcuni partigiani. Il CLN organizzò in seguito le operazioni politiche che portarono alla nascita della Repubblica Italiana. Il 21 giugno 1946 il comitato si sciolse.

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